Dove la cucina italiana si sposa con quella peruviana

Ricordi, storia, cultura e tradizioni familiari, ricette per portare avanti  l’eredità culinaria di famiglie o di villaggi interi. La cucina nazionale è parte fondamentale della cultura di un popolo e gioca un ruolo di rilievo su come ci percepiscono gli altri paesi: una nazione di buongustai o divoratori di fast food?

Ma vi siete mai chiesti cosa apporta l’immigrazione alla cucina dei paesi ospitanti?

Con l’immigrazione e l’afflusso di nuove culture e cucine si forgia un’identità culinaria unica, marcata dalla fusione di ingredienti ma anche di una visione diversa del mondo dove una notevole creatività si sposa alla cultura straniera e alla virtù degli emigranti di dover scendere a compromessi con gli ingredienti stranieri.

Il Perù è stata meta e terra di speranza per tante popolazioni, prima tra tanti per la mia gente, gli italiani, che nel dopoguerra in cerca di un futuro con qualche speranza in più si imbarcavano al porto di Chiavari e affrontavano un viaggio in nave che talvolta tardava mesi. Partivano dalla culla delle emozioni, dal Bel Paese, dove lasciavano gli affetti con la promessa di ritornare con qualcosa in mano. Arrivavano così al porto del Callao di Lima, Perù, armati di tanta buona volontà e spirito di sacrificio per poter mettere su qualcosa.

Questo pezzo di storia e il matrimonio tra la cultura italiana e quella peruviana oggi diventa un menù di degustazione che ripercorre tutte le tappe delle emozioni del viaggio con poesia ed un tocco di malinconia. “El Viaje” che porta la firma di Gastòn Acurio, indubbiamente lo chef peruviano più riconosciuto a livello internazionale, rivive tutte le fasi del viaggio dove la partenza, la traversata, l’arrivo, il trionfo ed infine il ritorno in patria diventano delle portate che rappresentano, come lui definisce, un abbraccio fraterno dell’integrazione culturale che man mano dà vita ad una nuova realtà dai ricordi italiani e dall’anima peruviana.

“El Viaje è una storia raccontata attraverso la cucina. È un menù di degustazione che cerca di convertirsi in una nuova esperienza gastronomica che ricorre all’arte, al disegno, alla moda e alla musica per scuotere non solo i sensi ma anche i sentimenti ed il cuore”. Con queste parole, Gastòn racconta con un’emozione ben visibile tutta la passione che ha messo nel dar vita a questa sperimentazione gastonomica.

L’immagine dell’immigrato italiano che arriva al porto del Callao ed il suo percorso attraverso sacrificio ed integrazione nella terra degli Inca è riprodotta superbamente in un video che racchiude  un mélange di storia e cultura sulle sponde di Lima e l’interpretazione di tali emozioni sui banchi della cucina del ristorante Astrid y Gaston, numero 14 sulla lista internazionale dei 50 miglior ristoranti al mondo. La realtà si rivivifica nel video attraverso una riproduzione impeccabile di costumi, musica e ambienti, minuziosamente evocativi da provocare non poche emozioni, specialmente per chi questi racconti li ha vissuti o ascoltati già in passato.

¨El Viaje¨- Astrid&Gastón from AstridyGastonLima on Vimeo.

Negli anni avevo già avuto un confronto con queste storie che parlano dell’ immigrazione Italiana.

Panetteria e Pasticceria "SOLARI HERMANOS", Miraflores, Lima. Per gentile concessione della Fototeca de la Inmigración Italiana en Perú

Panetteria e Pasticceria “SOLARI HERMANOS”, Miraflores, Lima.
Per gentile concessione della Fototeca de la Inmigración Italiana en Perú

Mio suocero che era peruviano mi raccontava sempre dell’immigrazione italiana in Perù con grande ammirazione e rispetto per gli italiani. Mi diceva sempre che gli italiani in Perù si distinguevano perchè erano dei gran lavoratori e lavoravano con il sogno di metter su un’attività propria. Tanti aprirono panifici, pastifici e pasticcerie.

Ascoltavo sempre la storia del Signor Panetti, un’amico di mio suocero che arrivato a Lima, dopo tanto duro lavoro aprì un panificio e come di tradizione a Natale preparava il panettone nel suo negozio. Oggi il panettone è diventato il dolce natalizio tipico anche per i peruviani che lo accompagnano con la cioccolata calda e così come il panettone anche tante altre ricette come i “tallerines en verde” (spaghetti al pesto) o il “mondonguito a la italiana (trippa all’italiana). Durante tutte le mie visite a Lima ho un rito da fare: fermarmi dall’italiano a San Borja, una panetteria italiana che face la migliore empanadas di formaggio, un posto dov’ è un piacere fermarsi e dove si respira il biculturalismo dei due paesi. Le persone anziane vanno li a mangiare qualcosa e ci restano ore a chiacchierare, in tipico stile italiano. Al proprietario piace parlare italiano; lui a Lima è arrivato da bambino. Così tutte le volte che vado inizio a parlare italiano e mi accerchiano tutti, rigorosamente di origine italiana e mi raccontano delle loro esperienze, di dove sono, cosa hanno fatto in Perù. Ascoltare quei racconti per me è incantevole.

A sinistra: Rocco Verducci, nacque a Napoli. Fu pioniero dell’introduzione della pizza napoletana in Perù. A la destra, il suo socio Mario Salerno che nacque a Marcellina (Cosenza). Lima, 1950. Per gentile concessione della Fototeca de la Inmigración Italiana en Perú

A sinistra: Rocco Verducci, nacque a Napoli. Fu pioniero dell’introduzione della pizza napoletana in Perù. A la destra, il suo socio Mario Salerno che nacque a Marcellina (Cosenza). Lima, 1950. Per gentile concessione della Fototeca de la Inmigración Italiana en Perú

 

Eugenio Cogorno consegna all’Ambasciatore d’Italia degli spaghetti appena fatti nella suo stabilimento del Callao, Lima-Perù. Per gentile concessione della Fototeca de la Inmigración Italiana en Perú

Eugenio Cogorno consegna all’Ambasciatore d’Italia degli spaghetti appena fatti nella suo stabilimento del Callao, Lima-Perù. Per gentile concessione della Fototeca de la Inmigración Italiana en Perú

E scoprire che la creatività di Gastòn documenta questo attraverso una sofisticata rappresentazione di culture e gusti è un riconoscimento al frutto dell’integrazione armoniosa di due popoli così lontani ma che dal 1800 sono e rimarranno sempre così vicini. E io non posso che essere orgogliosa di ciò. Gracias Gastòn e grazie alla Fototeca de la Inmigración Italiana en Perú che documenta con immagini questo pezzo di storia.



Veronica Grimaldi Hinojosa - Traveller. Italian. Ceviche addict. She understood at a very young age she would catch the travel bug so she started to learn English, French and Latin aged 11 and later studied German and Spanish. She has been living in London for the last 11 years. Not even her unforgettable sabbatical gap in French Polynesia could stop her from falling in love with Peru and Peruvian food, even though Neapolitan pizza remains always part of her DNA. Among her other passions there is also advertising, branding, fine dining and luxury and she blogs about these at the Circle of Luxury. She is currently learning Portuguese.

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